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Saluen
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top
Il mweqSaluen (in mweginglese: mwewSalween; in mwfatibetano: རྒྱལ་མོ་རྔུལཆུ།, mwfqWylie: rGyl mo rNGul chu o mwfgGyalmo Ngulchu; in mwfwcinese: mwga怒江S, NùjiāngmwgqP, in mwggbirmano: သံလွင်မြစ်, birmano traslitterato: mwgwThanlwin; in shan: ၼမ်ႉၶူင်း, shan traslitterato: mwhqNam Kong; in mwhgthai: สาละวิน, mwhwRTGS: mwiaSalawin; in mwiqmon: သာန်လာန်, mon traslitterato: mwigSan Lon) è un fiume asiatico che nasce nel mwiwTibet centro orientale e sfocia nel mwjagolfo di Martaban, che fa parte del mwjqmare delle Andamane, nella mwjgBirmania meridionale. Con i suoi 2.815mwjw km di lunghezza,cite-ref-wwf-1-1[1] poco meno del mwlaDanubio, è il fiume più lungo dell'mwlqIndocina dopo il mwlgMekong.
Contents
• Corso
• Tibet
• Yunnan
• Birmania
• Geologia
• Dighe
• Note
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Corso
Tibet
Il Saluen nasce nel Tibet centro-orientale, dove prende il nome Gyalmo Ngulchu, dalla catena dei mwmwmonti Tanggula,cite-ref-treccani-2-0[2] in una zona relativamente vicina alla sorgente del mwoaMekong. Inizialmente scorre per un breve tratto verso ovest, poi compie una larga curva e continua verso est, attraverso la regione storica tibetana del mwoqKham. In tutto il tratto tibetano ed in quello dello Yunnan, il fiume non è navigabile e scorre impetuoso tra profonde mwoggole.cite-ref-wwf-1-2[1] Lentamente piega verso sud-est e si avvicina ai corsi del mwpwMekong e del mwqafiume Azzurro. I tre fiumi si avvicinano ulteriormente quando curvano verso sud entrando nella provincia cinese dello mwqqYunnan.
Yunnan
Appena il Saluen entra in Yunnan, dove prende il nome cinese Nù Jiāng, letteralmente 'fiume arrabbiato', le sue profonde gole, quelle del Mekong e quelle del fiume Azzurro formano la cosiddetta "mwrqarea protetta dei tre fiumi paralleli", un grande parco che si estende su una superficie di 1.698.400mwrg mwrwettari.cite-ref-3[3] Tale parco, che ospita 80 rare specie mwtaanimali a rischio di estinzione ed oltre 7.000 specie mwtqvegetali diverse, è stato definito dall'mwtgUNESCO la più ricca area al mondo di mwtwbiodiversità ed è stato inserito nel 2003 nella lista dei mwuapatrimoni dell'umanità.cite-ref-wwf-1-3[1]
Le gole sono profonde fino a 3.000mwvg metri e sono racchiuse fra picchi alti oltre 6.000mwvw metri, punteggiati da mwwaghiacciai. Per questa caratteristica, il corso del Saluen viene chiamato in questa zona mwwqGran Canyon.cite-ref-wwf-1-4[1] Il fiume prosegue verso sud e si stacca dai corsi degli altri due fiumi con una brusca curva verso ovest che lo proietta all'interno del territorio birmano attraverso le catene dell'mwxgaltopiano Shan.
Birmania
Il fiume prende il nome birmano Thanlwin e quello shan Nam Kong. Appena entrato nel paese, piega nuovamente verso sud, con un lungo corso tortuoso che attraversa gole alte tra i 900 ed 1200mwyq metri nell'mwygaltopiano Shan.cite-ref-treccani-2-1[2] Si snoda poi lungo la catena dei monti mwzwDaen Lao, propaggine meridionale dei monti Shan. Prosegue verso sudovest passando tra la catena dei monti Karen a ovest e quella dei monti mwaqDawna a est, attraversando quindi il piccolo Stato birmano mwagKayah. Dal punto in cui torna a scorrere verso sud, il fiume demarca per un tratto di 120mwaw km il confine tra lo Stato birmano mwbaKayin e la mwbqThailandia, dove viene chiamato Salawin. Anche questa zona è nota per le sue bellezze naturali, ricca di caverne, cascate, mwbgrapide e rocce di forme suggestive. La parte thailandese del mwbwbacino idrografico ospita un importante mwcaparco nazionale.cite-ref-watch-4-0[4]
Il fiume esce dalle sue profonde gole a 200mweg km dal mare ed entra definitivamente in Birmania quando riceve da sinistra le acque del fiume mwewMoei, che proviene da sud e a sua volta fa da confine con la Thailandia.cite-ref-watch-4-1[4] A circa 90mwga km dal mare il Saluen diventa profondo abbastanza da consentire la navigazione a grandi imbarcazioni. Passa tra le pianure attraversando le zone più popolate del suo corso ed entra nello mwgqstato Mon, i cui abitanti chiamano il fiume San Lon. Sfocia in mare con una biforcazione che riceve le acque degli affluenti Gyaing e Atarantracite-ref-treccani-2-2[2] e che separa la città di mwhgMottama dalla capitale mon di mwhwMawlamyine, nel mwiagolfo di Martaban. Il Saluen era il punto terminale di una strada e di una ferrovia che partiva dall'ex capitale mwiqYangon.
Dal 2005, il mwjwponte Thanlwin ferroviario e stradale attraversa la foce del fiume e collega la parte continentale del paese con il sud. Misura 7.640 metri ed è il più lungo della Birmania.cite-ref-5[5]
Bacino idrografico
Il mwlgbacino idrografico del Saluen e dei suoi affluenti copre una superficie di 320.000mwlw km², le cui coordinate sono comprese tra i 16°15' e i 33°15' di mwmalatitudine nord, e tra i 91° 00' e i 100° 00' di mwmqlongitudine est. Tale area è suddivisa tra la mwmgCina, che ne occupa il 53%, la Birmania, il 42%, e la Thailandia, che occupa il 5%. Tra gli affluenti birmani, i più importanti sono il Pang, il Teng, il Pawn, il Hka, il Hsim ed il Moei.cite-ref-watch-4-2[4]
Geologia
La lunga gola che caratterizza il corso del fiume, segue la linea di convergenza tra la crosta del mwoqsubcontinente indiano e quella dell'Asia continentale. La collisione tra i due blocchi, avvenuta circa 50 milioni di anni fa, ha generato molte aree geografiche correlate alla formazione del Saluen, come l'mwogaltopiano del Tibet e le catene dell'mwowHimalaya, dei Nyenchen Tanglha e delle montagne della Birmania nordorientale.cite-ref-asiaerosion-6-0[6] La placca indiana spinse verso nord la precedente costa asiatica di circa 2.000mwqq km provocando l'innalzamento dell'altopiano tibetano in un periodo compreso tra i 10 e i 15 milioni di anni fa.cite-ref-7[7] L'mwrgorogenesi creatasi nell'impatto tra le placche ha generato deformazioni sul lato orientale che hanno assunto una forma ad arco coincidente con l'alto corso del Saluen.cite-ref-asiaerosion-6-1[6] In questa regione, il fiume ha progressivamente eroso il terreno formato soprattutto da rocce sedimentarie marine, che si trovavano in origine sui fondali dell'mwswoceano Indiano.cite-ref-asiaerosion-6-2[6]
Dighe
I tentativi di costruire grandi dighe sul fiume sono stati bersaglio di critiche e proteste. Il 1º aprile mwug2004 il premier cinese bloccò un progetto per la costruzione di 13 dighe sul Saluen nello mwuwYunnan, che avrebbero dovuto fornire energia idroelettrica nel paese. Una di esse dovrebbe essere più grande dell'imponente mwvadiga delle Tre gole, la cui costruzione fu molto discussa. Il governo birmano e quello thailandese ne hanno progettate due a scopi di irrigazione, il progetto per la diga di Hagty fu bloccato nell'agosto mwvq2006 a causa di un'offensiva del governo birmano in quella zona contro i ribelli mwvgkaren.
Note
cite-note-wwf-11. (mwzqmwzgEN) mwzwSalween River mw0aArchiviato il 22 ottobre 2012 in mw0qInternet Archive., sul sito web del mw0wWWF
cite-note-treccani-22. ↑ mw2wmw3amw3qSaluen, in mw3gmw3wenciclopedia Treccani.
cite-note-33. ↑ mw4wmw5amw5qFonte: UNESCO, su mw5gworldheritagesite.org mw5w(archiviato dall'mw6aurl originale il 3 gennaio 2009).
cite-note-watch-44. ↑ mw8a(mw8qmw8gENmw8w) mw9aThe Salween River mw9qArchiviatomw9g il 10 settembre 2009 in mw9wInternet Archivemw-a., su salweenwatch.org
cite-note-55. ↑ mw-q(mw-gmw-wENmwaqa) mwaqeBridges, roads not for economic profit, but for regional development Mawlamyine Railway Station, Thanlwin Bridge (Mawlamyine) rail bridge open mwaqiArchiviatomwaqm il 16 luglio 2011 in mwaqqInternet Archivemwaqu., missions.itu.int
cite-note-asiaerosion-66. ↑ mwaq4mwaq8mwaraThe Marine Geological Record of Neogene Erosion in Asia: Interpreting the sedimentary record to understand tectonic and climatic evolution in the wake of India-Asia Collision, su mwareabdn.ac.uk, University of Aberdeen. mwariURL consultato l'11 maggio 2012.
cite-note-77. ↑ mwaryNew findings from Tibetan Plateau suggest uplift occurred in stages, UC Santa Cruz. 2008
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• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Saluen
Collegamenti esterni
• citereftreccani-itSaluen, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefbritannica-com(EN) Salween River, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.